
Da Urbino a Enfield, per trascorrere un anno all’estero. E’ questo che sta vivendo Francesca Agostini, studentessa del Linguistico, selezionata nell’ambito del progetto Un Anno all’Estero. Per lei la campanella del primo giorno di scuola quest’anno è suonata in Canada nella città di Enfield (Halifax), Nuova Scozia.
Francesca, come è nata l’idea di partire?
In qualche modo credo sia stata l’idea di partire a venirmi incontro e non il contrario. Al secondo anno di liceo, spesso dopo scuola mi fermavo per pranzo in un piccolo “circolo” nel centro di Urbino. Capitavano giorni in cui era troppo affollato per trovare un tavolo vuoto, così da ritrovarsi a pranzare con perfetti sconosciuti. Uno di questi giorni, al mio tavolo si sedette un ragazzo sulla ventina. Scoprii che anche lui aveva frequentato il nostro liceo Raffaello e inizio’ a raccontarmi del suo quarto anno di liceo in Giappone. La cosa mi incuriosì subito. Iniziai ad informarmi senza troppo impegno anche se l’idea inizialmente non piaceva troppo ad amici e parenti (che ora mi supportano vivamente). Agli inizi di Settembre dell’anno successivo scoprii il bando per una borsa di studio che mi avrebbe permesso di frequentare l’anno all’estero. Senza troppe speranze (per non dire nessuna) con la mia famiglia, decidemmo di partecipare, inaspettatamente risultai idonea ed ora sono qua !
Come è stato l’impatto iniziale? Quali sono state le difficoltà?
Vivere l’impatto iniziale con curiosità e grande voglia di apprendere qualcosa di nuovo credo sia la chiave per iniziare al meglio questa esperienza. Grazie a questo posso dire di aver affrontato i primi mesi con grande serenità. Non escludo che vi siano stati ostacoli iniziali dalla lingua, alla famiglia ospitante e il nuovo sistema scolastico. Ma ho trovato persone davvero gentili e disponibili, sempre pronte ad aiutarmi. Un’ altra difficoltà, forse più personale è stata superare la timidezza. Imparare a “buttarsi” senza troppe paure inutile è stato fondamentale (e una delle cose che merende più’ felice). Fin da subito realizzi che avere legami e amicizie è davvero importante per vivere al meglio questa esperienza.
Come sta andando, sei felice?
Oggi sono più o meno a meta’ del mio percorso, e con immenso piacere posso dire di essere davvero felice. Ho scoperto uno nuovo modo di vivere, qui ho la mia routine, i miei amici, la mia scuola, non mi “manca” qualcosa, sto semplicemente sperimentando un diverso modo di affrontare le giornate.
Raccontaci la tua giornata tipo….
Dal Lunedì al Venerdì la mia sveglia suona alle 7.00. Mi prendo il mio tempo per controllare il clima ( che qui non e’ banale, viste le basse e IMPREVISTE temperature ) e preparami per la scuola, per poi prendere l’autobus per scuola alle 8.30. Le lezioni iniziano alle 9.10, due classi il mattino e due classi il pomeriggio. Pranzo a scuola verso le 12.00 e alle 15.15 il bus giallo mi riporta a casa ! Una volta a casa studio, suono, leggo, spendo un po’ di tempo con la ragazza tedesca che vive con me e alle 17.30 si cena. Durante il weekend non solo utilizzo il mio tempo per pulire, fare la lavatrice e riordinare ma ne approfitto anche per incontrare gli amici. Trascorrere la giornata in centro città, andare a pattinare, tifare per la squadra di hockey della scuola e semplici serate “noodles and movies” sono ciò che solitamente facciamo in compagnia.
Quali sono le differenze con la scuola Italiana?
Le differenze con la scuola italiana sono enormi. Qui il termine scuola non rappresenta solo il tempo passato in aula. Intorno alla scuola ruota la vita di uno studente : sport, club, attività ricreative, e ricerca di lavoro pomeridiano sono tutte attività’ gestite da professori, operatori scolastici e studenti insieme. L’anno scolastico si divide in due semestri e ogni semestre include quattro materie ( 8 materie annuali) che si affrontano ogni giorno in classi diverse con compagni diversi. Personalmente trovo questo sistema molto interessante sotto diversi aspetti. In primo luogo avere meno materie ma affrontarle con grande continuità permette di approfondire e comprendere gli argomenti a fondo e con il tempo necessario. In secondo luogo cambiare classe ogni 70 minuti (durata di una lezione ) permette di prendersi una piccola pausa ed essere pronti per la lezione successiva. Inoltre classi differenti significa incontrare e confrontarsi con molte più persone. L’ambiente scolastico in generale e’ vissuto con grande serenità e libertà di espressione. Essendo un paese relativamente “nuovo”, il Canada manca di “storia” e questa esperienza mi sta facendo apprezzare sempre di più il patrimonio culturale e artistico europeo ed italiano.
Tutti conosciamo la tua bravura come cantante, stai coltivando il canto anche in Canada?
Purtroppo qui canto poco poiché la scuola non ha un programma musicale, ma ho un piano elettrico a casa e mi diverto così !
Hai progetti per il tuo futuro?
Non ho ancora progetti ben definiti per il futuro. Sicuramente viaggiare non mancherà nella mia vita. Ho conosciuto persone da tutto il mondo e programmiamo di incontrarci periodicamente più o meno ogni quattro anni in qualche parte del mondo. Inoltre proseguire gli studi è nei miei piani, anche se quali e dove (nel mondo) sono ancora un punto interrogativo. Chissà, probabilmente tornerò qui !
Quando tornerai a casa? Cosa riporterai dentro alla “ valigia del tuo cuore”?
Torno i primi giorni di Luglio. Non saro’ mai in grado di mettere per iscritto tutto quello che questa esperienza mi sta insegnando. Partirei altre mille volte, non ci sono crediti o mancanze che tengano. Vivere un anno lontano da casa, in una società totalmente diversa non è solo imparare a fare la lavatrice da soli. Ti porta a comprendere che il luogo in cui cresci forma chi sei e persone intorno al globo vedono il mondo in modo diverso. Inizi a mettere sempre tutto in discussione, diverso non è “sbagliato”. Di certo non mancano piccoli ostacoli quotidiani: anche solo finire il latte o bruciare una pentola in cucina ti fanno sentire in colpa per una settimana (perché non vivi veramente a “casa”), spostarsi da un posto all’atro per incontrare amici o frequentare la piscina comunale non è sempre possibile in quanto non ci sono persone disponibili ad accompagnarti ovunque in ogni momento.
Questo ti permettere davvero di capire che non sempre tutto ti è dovuto o è facile da raggiungere. Qualche volta l’unica soluzione è rimboccarsi le maniche e mettersi al lavoro e non potrei esserne più felice. L’esperienza che sto vivendo mi sta aiutando non solo a diventare meno pigra e più organizzata ma anche ad apprezzare ogni giorno di più tutto quello succede intorno a me e ogni cosa che possiedo. In primo luogo la mia splendida famiglia.

