Alternanza scuola-lavoro in riviera

Quest’estate, come previsto per noi studenti del terzo anno del corso Turistico e Amministrazione Finanza e Marketing, ho affrontato l’esperienza dell’alternanza scuola-lavoro che ho svolto all’hotel ‘Miramare’ di Gabicce. Tre stelle dichiarate, ma in realtà molto di più, un centinaio di camere e turisti provenienti da tutto il mondo. Il mio impiego lì era quello del receptionist, quindi mi sono dedicata all’accoglienza dei turisti in arrivo, fornendo loro tutte le informazioni necessarie riguardanti l’hotel e non solo, dovevo rispondere al telefono ed eventualmente calcolare i preventivi, fare il check-in e il check-out utilizzando il software di gestione alberghiera e qualche volta anche sistemare i fogli delle prenotazioni, delle caparre, ecc. Ho svolto quasi esclusivamente attività di front-office, ovviamente non ero mai sola, c’era sempre una mia ‘collega’, se così posso chiamarla e il direttore quasi sempre presente, con l’ufficio proprio dietro la reception. Ogni giorno per me era una scoperta, una bella scoperta, nuove conoscenze, nuovi compiti e soprattutto sempre più responsabilità. Responsabilità che però non pesavano poi così tanto: sapevo che le mie colleghe e il direttore c’erano in ogni momento per me, per qualsiasi cosa e per qualsiasi dubbio. Ho avuto molto bisogno del loro aiuto, soprattutto inizialmente, per tutto, ma in particolar modo per comunicare con i tedeschi, la mia difficoltà più grande, perché studiando il tedesco solo da un anno, spesso non riuscivo a capirli e ad esprimermi; era però essenziale almeno farmi intendere, anche se non nel migliore dei modi! Pian piano però anche questo è diventato meno difficile.

Difficoltà ad inserirmi in un ambiente nuovo?  No, non ne ho avute. Mi hanno accolto a braccia aperte sin dal primo giorno come se facessi già parte della grande famiglia del Miramare da anni, si sono fidati di me e dopo poco avevo già la chiave passe-partout dei loro cuori. Da questa esperienza di lavoro e di vita, devo essere sincera, mi aspettavo tanto. Un mese lontano da casa, a dormire da sola, a lavorare, a stirare quotidianamente le camicie da lavoro, ad avere degli orari da rispettare, a dover organizzare il mio tempo libero e il lavoro, insomma, a fare i conti con quello che sarà il mio futuro, da sola.

Rifarei questa esperienza altre cento, altre mille volte perché mi ha insegnato tanto, mi ha fatto scoprire quanto può arricchire il rapporto diretto con i clienti di varie città, regioni e nazioni. Questo “passare” continuo, chi con un sorriso, chi con uno sguardo, chi con qualche parola, chi ti racconta un frammento di vacanza, della propria cultura, della sua vita, ti rallegra la giornata, ti fa sorridere e delle volte ….anche arrabbiare! Ma tutto questo mi piace moltissimo. Soprattutto dopo questa opportunità ho fugato ogni dubbio: ‘Mi piacerà questo lavoro?’ – mi chiedevo – ‘Quello che sto studiando potrebbe essere il mio futuro?’ Ora posso dare una risposta, positiva, a quelle domande che prima mi sentivo così lontane; nel mio caso quindi l’obiettivo dello stage è stato centrato e raggiunto.

G. Sartori