L’attività didattica proposta dalle educatrici Elisa e Francesca, nell’ambito del “Progetto LOGIN: Luoghi di Orientamento al Gioco d’Azzardo e Internet”, realizzato dal Dipartimento Dipendenze Patologiche AV1 Asur Marche, che ha coinvolto tutte le classi del biennio del Raffaello, è stata molto interattiva e coinvolgente.
La facilità con la quale tutti inconsapevolmente possono sviluppare una dipendenza dal gioco d’azzardo, la cosiddetta ludopatia, ci ha davvero sorpresi, perciò è importante conoscere questo mondo per sapere come comportarsi.
Una lezione di circa due ore e alcuni semplici giochi di squadra, rivolti a tutta la classe, apparentemente divertenti, sono bastati per trasformarci in giocatori veri e propri, desiderosi di vincere.
Quella del gioco d’azzardo è una realtà mascherata: il giocatore crede di essere in grado di poter escogitare un metodo per vincere, in realtà tutto dipende dal caso, ma la sua convinzione lo spinge a continuare a credere nella strategia.
Le educatrici ci hanno spiegato che, quando si arriva molto vicino alla vittoria, si prova la stessa sensazione della vincita vera e propria. Questa mancata vittoria ci fa credere di aver sfiorato il traguardo e ci invoglia a continuare a giocare.
Abbiamo capito come il gioco può diventare patologico e creare dipendenza, può isolare e sconvolgere l’alternanza sonno-veglia, in poche parole diventare un pensiero assiduo.
Per non entrare in questo mondo è importante saper gestire le proprie emozioni e riuscire sempre a restare con i piedi per terra, consci di ciò che si sta facendo.
A. Cuflic, M. Mancini, N. Pazzaglia
