4 novembre 2018: Trieste in festa con la partecipazione di quasi 1000 uomini e donne del corpo militare, la presenza di ben 12 delegazioni straniere, il volo delle Frecce Tricolore e le parate concluse abilmente dal capo di stato, Sergio Mattarella, per la celebrazione della giornata delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale.
Ricorre infatti quest’anno il centenario della fine della Prima Guerra Mondiale in seguito alla quale l’Italia ha ottenuto l’annessione dei territori irredenti dell’Alto Adige con Trento e del Friuli Venezia Giulia con Trieste e Gorizia completando la sua unificazione.
È stato questo il motivo che ha spinto noi alunni di 5^E alla realizzazione di un progetto, guidato dalla Prof.ssa Gioffreda, sulla ricerca di parole della Grande Guerra. Grande non solo per il numero di paesi e persone coinvolti, di morti e invalidi, per le sue ripercussioni nei rapporti successivi tra le nazioni e nelle abitudini quotidiane, ma anche nella lingua con termini ed espressioni ancora oggi in uso seppur, in alcuni casi, con accezioni differenti. La Grande Guerra è stata dunque una grande officina linguistica per l’Italia e gli altri paesi europei coinvolti.
Il nostro studio della prima guerra mondiale e della ricerca di parole nate in trincea si è avvalso di articoli di giornale di grandi testate come La Stampa, di siti e di libri come Niente di nuovo sul fronte occidentale di Erich Maria Remarque, La grande guerra. Storie e parole di giustizia, a cura di G. Forti – A. Provera e 1914-18 Parole dal fronte di Saverio Mirijello.
L’analisi etimologica ci ha condotto poi alla stesura di un nostro dizionario della Grande Guerra, organizzato secondo un ordine logico a cominciare dalla parola “presente”, “piastrina”, “crucco” fino alle espressioni “rompere le scatole” e “vittoria mutilata”. Infine, abbiamo integrato la nostra attività storica con una ricerca analoga in lingua francese, coordinata dalla prof.ssa Castellucci, attraverso la lettura di libri in lingua come Le poilu tel qu’il se parle di Gaston Renault, Les mots des tranchées di Odile Roynette e Les mots célèbres de l’histoire di Daniel Lacotte, imbattendoci nel significato di espressioni come obusite o moulin à rata. La classe ha presentato il risultato della propria ricerca il 29 novembre 2018 in occasione della Settimana delle Lingue classiche e moderne, un evento che si ripete ogni anno, con grande coinvolgimento di tutti, nella nostra scuola.
È stata un’esperienza molto interessante poiché ci ha permesso di affrontare lo studio di un importante argomento scolastico (ma non solo) in maniera inusuale e di comprendere quanto la storia influenzi il nostro presente. Questo progetto ha rappresentato inoltre la possibilità per mettere alla prova le nostre capacità di lettura e analisi anche attraverso il web e la ricerca di siti affidabili.
G. Marchionni – J. Diotallevi
